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L’asma nei bambini: come gestire la situazione

 

L’asma nei bambini è una malattia davvero molto diffusa. Dobbiamo ammettere però che purtroppo i primi sintomi passano spesso in sordina, inosservati, capaci di sfuggire sia all’occhio attento dei genitori che persino all’occhio altrettanto attento e soprattutto professionale del proprio pediatra di famiglia. La tosse nonché il respiro pesante e sibilante infatti sono chiari sintomi di un attacco asmatico che però nei bambini vengono scambiati per sintomi di altro genere, per una semplice infezione alle vie respiratorie magari di tipo virale in un periodo come quello invernale in cui la sindrome influenzale circola in modo intenso in asili e scuole, come una bronchite causata da un pesante raffreddamento. Così i bambini vengono sottoposti a cure antibiotiche e a trattamenti sedativi per la tosse. Antibiotici e sedativi sembrano funzionare. I bambini tornano a stare bene e riprendono la loro vita quotidiana, ma nel giro di poco tempo cadono nuovamente negli stessi sintomi. È allora che sorgono i dubbi sia nel pediatra che nei genitori e, seppur in modo tardivo, si arriva alla diagnosi dell’asma.

Una volta che vi è la diagnosi, tutto diventa molto più semplice. A questo punto infatti è possibile prescrivere al bambino le terapie che gli permetteranno di migliorare, di tenere a bada i sintomi e anche ovviamente di intervenire in modo tempestivo in caso di bisogno, senza andare a bombardare il suo organismo con sostanze antibiotiche di cui non ha assolutamente necessità e che altro non fanno che rendere le sue difese immunitarie casomai sempre meno forti.

Una volta arrivata la diagnosi inoltre, è possibile educare tutta la famiglia, affinché tutti possano capire come gestire la malattia del bambino nel miglior modo possibile. I bambini infatti non possono gestire la malattia da soli, in modo autonomo, anche se è importante che imparino a riconoscere i sintomi di un eventuale attacco sin da subito e che capiscano quanto sia importante chiedere aiuto in modo tempestivo. Dovranno essere i genitori a farsi carico di tutto il resto, avendo una comunicazione che sia quanto più fertile possibile con il medico curante, diventando di questa malattia dei veri e propri esperti e andando alla scoperta di tutti quei piccoli accorgimenti quotidiani che possono rendere la vita di un bambino asmatico migliore.

Affinché questo sia davvero possibile è ovviamente importante cercare di capire quali siano i fattori scatenati delle crisi asmatiche. Alcuni bambini sono ad esempio allergici al polline, fattore scatenante per loro davvero molto violento. Capite bene che in questo caso quindi le finestre di casa devono essere tenute quanto più chiuse possibile soprattutto durante il periodo primaverile ed è importante evitare di portare i bambini in quelle zone della città dove li polline tende ad essere presente in modo davvero intenso. Se invece il bambino ha come fattore scatenante gli acari della polvere, le finestre di casa devono assolutamente essere tutte aperte ogni giorno così da far circolare l’aria ed è importante che le lenzuola e ogni altra biancheria della casa venga sbattuta, aspirata e lavata in modo molto frequente.

Non solo allergeni, a scatenare l’asma possono essere anche sostanze irritanti come ad esempio il fumo. I genitori dei bambini asmatici devono smettere di fumare, evitare di accendere il caminetto nel caso in cui la cappa non riesca ad aspirare il fumo nel modo adeguato e fare in modo che in fase di cottura i cibi non rilascino nell’aria fumo in eccesso, almeno quando il bambino si trova nella stessa stanza, o quando la stanza non può essere aerata a dovere.

I genitori ovviamente devono prendersi carico dei trattamenti quotidiani a cui i bambini devono sottoporsi, solitamente farmaci da effettuare tramite aerosol. I trattamenti risultano efficaci infatti se effettuati in modo costante e quotidiano, senza mai sgarrare, e i genitori devono essere abbastanza bravi da rendere questo momento di trattamento piuttosto piacevole per i loro bambini. I genitori devono provvedere poi ad avere sempre farmaci al bisogno in borsa, in auto, in casa e i loro bambini devono sapere di cosa si tratta e averli sempre nello zainetto di scuola o comunque a portata di mano quando si trovano lontano dalla mamma e dal papà.

Bambini e asma: questo è sicuramente un connubio che mette molta paura ai genitori, talmente tanta paura che spesso si ha il desiderio di di farli vivere come dentro ad una bolla d’aria, chiusi in casa, lontano dagli altri bambini e da ogni possibile allergene, per cercare di proteggerli. Questa però, cari genitori, non è la giusta soluzione al problema. I bambini hanno il diritto di andare a scuola, di avere un’educazione, di giocare e divertirsi insieme ai bambini della loro età, di fare sport, di stare all’aria aperta, tutte cose che, con le dovute precauzioni ovviamente, possono assolutamente essere portate avanti da ogni bambino asmatico.

Perché il bambino che soffre di asma ha una malattia è vero, ma non per questo deve essere trattato come qualcosa di fragile, che possa rompersi in un solo istante. Inoltre i bambini hanno bisogno di non sentire lo stress della malattia, perché ogni possibile forma di stress non fa che peggiorare l’asma, rendendo casomai gli attacchi più frequenti e persino in alcuni casi molto più intensi. Capite bene quindi cari genitori che conoscere la predisposizione genetica dell’asma è importante per tenere sotto controllo la situazione e conoscere le cause della malattia lo è ancora di più per eliminarle dalla vita del vostro bambini, una vita che dovrete cercare di far scorrere però in modo tranquillo, rilassato e pensando alla crescita spensierata che deve essere tipica dell’infanzia.

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